Le Gare Indimenticabili del DTM: I Momenti che Hanno Cambiato il Destino dei Campionati

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Le gare indimenticabili della DTM sono momenti che dimostrano come una singola gara possa cambiare un campionato, perfino l'immagine di un intero marchio. Dal 1984 a oggi, il più grande dramma delle corse tedesche per turismo, gli pneumatici più esplosivi e gli ordini di squadra più controversi si sono sempre vissuti in questa serie. Ecco la storia delle gare che hanno cambiato il destino in quella curva, in quel secondo.
In evidenza
- Volker Strycek, 1984 divenne campione senza vincere una sola gara.
- Audi, 1990 conquistò il titolo al primo tentativo con la V8 Quattro.
- Timo Scheider, 2008 vinse il campionato con soli 4 punti di scarto.
- Gli ordini di squadra 2020 furono vietati, 2021 il divieto è stato revocato.
- René Rast, 2025 si è proclamato campione vincendo la finale di Hockenheim.
Perché la DTM è una serie in cui una singola gara conta così tanto?

Pensala così: nella DTM il sistema di punti assegna punti ai primi 15; il vincitore prende 25 punti, il secondo 20. Quindi la differenza tra vincere una gara e concludere due posizioni più indietro può da sola determinare il destino a fine stagione. Inoltre le vetture sono così vicine che un contatto all'ultima curva o lo scoppio di uno pneumatico può ribaltare la classifica del campionato. Immagina un regolamento in cui le vetture veloci vengono rallentate con peso extra o pneumatici stretti: l'ordine si rimescola ad ogni gara.
Persino la storia della nascita della serie è frutto di pensiero pratico: nel 1984 nacque come alternativa alle costose gare con prototipi sportivi dell'epoca, sotto le regole FIA Gruppo A e con le automobili di produzione di team privati. Il nome in quei giorni era Deutschen Produktionswagen Meisterschaft; cioè ufficialmente "Campionato Tedesco Automobili di Produzione". Poiché potevano gareggiare anche i team clienti, la competizione era ampia e ricca di sorprese.
È possibile diventare campioni senza vincere? L'impossibile scenario del 1984
La prima stagione della DTM ci ha regalato una delle lezioni più strane: il campione Volker Strycek non vinse nemmeno una gara in tutta la stagione! Strycek, alla guida di una BMW 635 CSi, conquistò il titolo grazie alla sua costanza. Il vincitore della prima gara fu invece Harald Grohs, anch'egli dal campo BMW. Per quanto questo risultato possa sembrare assurdo, racconta l'essenza della DTM: la resistenza e la stabilità possono valere più di un lampo di brillantezza occasionale.
La stagione successiva la sorpresa continuò: nel 1985 lo svedese Per Stureson, Volvo 240 Turbo conquistò il campionato. Il fatto che un veicolo di un marchio non tedesco raggiungesse la vetta nella più grande serie della Germania fu una delle più grandi sorprese di quegli anni.
In quali gare l'era Class 1 visse la sua età dell'oro?
Il vertice tecnico della serie iniziò nel 1993, con l'abbandono delle regole Gruppo A e il passaggio alla categoria motori liberi da 2.5 litri FIA Class 1 Touring Cars. In queste vetture si diffusero ABS, trazione integrale e assistenze elettroniche per il pilota; peraltro alcune di queste erano vietate perfino in Formula 1 in quel periodo. L'auto da turismo si trasformò in tecnologia sviluppata non per pettegolezzi, ma come in un laboratorio.
1990: l'Audi diventa re al primo tentativo
Dopo il ritiro della Ford, l'Audi, volendo colmare il vuoto, V8 Quattro entrò in serie e divenne campione al primo tentativo con Hans-Joachim Stuck. La potenza degli otto cilindri e il vantaggio della trazione integrale Quattro furono l'unica cosa di cui si parlò quell'anno contro i quattro cilindri di BMW e Mercedes. L'ingresso di una casa automobilistica in serie poteva concludersi persino meglio di così.
1991 e 1992: i conti si chiudono a Hockenheim
Nel 1991 la battaglia per il titolo durò fino all'ultima gara di Hockenheim della stagione; Frank Biela raggiunse la vetta con l'Audi V8 e Audi divenne il primo costruttore nella storia del DTM a difendere con successo il titolo. Nel 1992, invece, alla guida c'era qualcun altro: Mercedes-Benz 190E 2.5-16 Evo 2 vinse ben 16 gare in stagione. Klaus Ludwig conquistò il suo secondo titolo, diventando il primo pilota a essere campione due volte; Thiim chiuse secondo, Schneider terzo e Rosberg quinto, completando la Mercedes, e la stagione divenne ufficialmente una filiale di mattoni.
1993-1996: la sorpresa Alfa Romeo e l'ultima finale
Nel 1993, quando la cilindrata fu fissata a 2,5 litri e il numero di cilindri a sei, gli equilibri cambiarono: Nicola Larini, con l'Alfa Romeo 155 V6 TI vinse il suo primo campionato. Nel 1994 Ludwig superò Larini con la Mercedes Classe C con un margine di 72 punti. Il 1995 fu l'anno travolgente di Bernd Schneider: con 155 punti raccolti, aprì quasi un doppio margine sugli 83 punti di Jan Magnussen, secondo classificato. Il punto finale sul primo periodo della serie fu messo nel 1996 da Manuel Reuter, che con l'Opel Calibra V6 diventò l'ultimo campione di quella serie. Quell'anno le due serie si erano fuse sotto il nome di ITC, ma il fatto che la FIA prelevasse gran parte dei ricavi, i costi di viaggio di gare lontane come Suzuka e Interlagos e i diritti TV sempre più costosi schiacciarono le squadre; con il ritiro di Opel e Alfa Romeo il campionato fu annullato. Le gare di stagione dopo stagione entrarono nella storia; era interessante vedere in che tipo di gara la serie era rimasta in vita.
Dopo il 2000: l'era di Schneider e il dramma misurato in punti
Nel 2000 la serie tornò con il nome "Deutsche Tourenwagen Masters" e regolamenti di controllo a basso costo; nell'organizzazione c'era la mano dell'ex pilota di F1 Gerhard Berger. Il primo campione del ritorno fu di nuovo Schneider, e la sua serie iniziata con la Mercedes CLK si estese al terzo titolo nel 2001, al quarto nel 2003 e al quinto nel 2006. Nessun pilota DTM raggiunse mai questo numero.
Ma il mio preferito è il 2002: Laurent Aiello, con l'Audi TT-R, lasciò Schneider alle spalle e divenne campione conquistando quattro vittorie in cinque gare. Arrivando al 2008, la dose di dramma raggiunse il culmine: Timo Scheider, con l'Audi A4, vinse il campionato contro Paul di Resta con solo 4 punti di distacco. 4 punti! Cioè una penalità inflitta in una gara, una posizione persa in una curva... tutto questo avrebbe potuto creare quella differenza.
Ultime curve, gomme che esplodono, punti annullati
L'era moderna del DTM ha lasciato un ricco archivio per quanto riguarda l'assegnazione dei campionati all'ultima gara. Nel 2012 BMW tornò in serie vent'anni dopo il ritiro, con l'E92 M3, e nella sua prima stagione vinse la tripletta piloti, squadre e costruttori. Nel 2017 René Rast, Audi A5 DTM ha annunciato il titolo nella seconda metà della stagione; nel 2019 ha festeggiato il secondo titolo al Nürburgring diventando il primo campione dell'era Class 1. Anche nella finale 2025 la scena era sua: ha vinto la gara di Hockenheim chiudendo la stagione da padrone.
2026: Esplosione di pneumatico e penalità di 15 secondi
Uno degli esempi più eclatanti del periodo recente è arrivato dal weekend del Red Bull Ring: lo pneumatico di Thomas Preining, uno dei candidati al titolo, è scoppiato e la classifica è cambiata dall'inizio alla fine. Nelle settimane successive dello stesso anno, Maro Engel, pur concludendo la gara al quinto posto, con la penalità di 15 secondi è sceso alla 17a posizione e ha perso i suoi 11 punti; è rimasto indietro di 23 punti nella battaglia per il titolo. Questa è la fotografia più chiara di come una singola gara possa ribaltare la classifica punti. Al Nürburgring, invece, dopo i problemi occorsi ad Engel e Auer nel campo Mercedes-AMG, a sorridere è stata la BMW: Marco Wittmann ha festeggiato con la vittoria.
Finale 2026 di Hockenheim: Incidente, dramma e punti interrogativi
La finale di stagione a Hockenheim si è corsa con una battaglia per il titolo durata fino all'ultima gara e la stagione, come nel 2019, primo anno dell'era Class 1, ha deciso il campione nella finale. Nella prima gara Lucas Auer ha festeggiato la vittoria con la Landgraf-Mercedes, mentre dopo l'incidente di Preining il dramma del titolo si è intensificato. C'era inoltre un'altra domanda sul tavolo: Auer aveva lasciato passare il compagno di squadra Mercedes in posizione migliore nella corsa al titolo? Una cessione di posizione fatta volontariamente non è considerata una violazione delle regole, poiché il divieto di ordini di scuderia era stato rimosso nel 2021; ma il sospetto si continua ancora a discutere. Il dibattito se una decisione di "lasciare passare" in DTM sia legale o solo una questione di reputazione è diventato interessante quanto il campionato stesso.
Gli ordini di scuderia sono legali in DTM? Qual è la differenza con la F1?
Risposta breve: ormai sì, sono legali. Gli ordini di scuderia erano vietati in DTM nel 2020; ma quando la serie è passata a una formula orientata alle corse per clienti, questo divieto è stato rimosso a partire dal 2021. In Formula 1 il quadro è diverso: lì gli ordini sono legali, ma insubordinazioni come il "Multi 21" - quella famosa notte in cui Vettel superò Webber - creano ancora dibattito. Anche la finale del DTM 2021 è tra i classici di queste discussioni: Max Götz ha vinto il titolo con la Mercedes in una finale controversa; il candidato al titolo Kelvin van der Linde era stato rallentato dal contatto di Liam Lawson alla curva 1, e la legittimità dei risultati è stata discussa per settimane. Nel 2015, invece, al Red Bull Ring il pilota Audi Timo Scheider era stato escluso dalla gara per aver colpito due vetture, e l'approccio dell'Audi in stile "spingeteli fuori" aveva innescato una tempesta enorme nella serie.
Perché queste gare si discutono ancora oggi?
Perché il DTM nella sua storia ha sempre dato la stessa lezione: una singola gara, a volte una singola curva, può cambiare la percezione di un marchio per un decennio. Audi nel 1990 si è scritta immediatamente tra i migliori vincendo il titolo alla prima tentative; Alfa Romeo nel 1993 ha trasformato il cambio di regolamento in un'opportunità d'oro; BMW nel 2012 ha coronato il suo ritorno con il titolo. Il campionato si era chiuso nel 1996 per via dei costi, era rinato nel 2000, ed era entrato in una nuova era con il ritiro di Audi a fine 2020 - ma quei momenti drammatici sono rimasti nelle memorie molto più a lungo dei vincitori. Secondo te quale è il più indimenticabile? Per me la risposta dipende da chi ha perso cosa, e in quale curva.
Fonti
- Galleria: 34 anni di straordinarie auto vincenti DTM
- Deutsche Tourenwagen Meisterschaft
- Le più grandi vittorie delle BMW M nelle gare di tutto il mondo
- Le migliori auto DTM
- Götz conquista il titolo DTM in un finale di stagione controverso
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