La prima ibrida prodotta in serie al mondo era una Porsche?

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Sì: la prima automobile ibrida al mondo prodotta in serie fu la Lohner-Porsche Mixte, progettata da Ferdinand Porsche. Il Semper Vivus, un prototipo funzionante nel 1900, fu pronto per la produzione in un anno e venne venduto ai clienti a partire dal 1901. Quindi la storia dell'automobile ibrida inizia non come semplice esperimento di prototipo, ma come prodotto realmente venduto, nei primi anni del 20. nei primi anni del secolo.
In evidenza
- Ferdinand Porsche sviluppò la Lohner-Porsche con motori nel mozzo delle ruote in soli 10 settimane, all'età di 24 anni; fu presentata a Parigi il 14 aprile 1900.
- Il Semper Vivus è considerato la prima automobile ibrida funzionale al mondo; pesava circa 1,7 tonnellate.
- La Mixte, entrata in produzione nel 1901, è la prima automobile ibrida venduta; le vendite della prima versione si fermarono a circa 12 esemplari.
- In totale, fino al 1906 furono prodotti e venduti oltre 300 veicoli Lohner-Porsche.
- L'elevato costo e le prestazioni inferiori rispetto ai veicoli a benzina relegarono l'idea dell'ibrido sugli scaffali per decenni.
L'inizio elettrico: Come nacque il motore nel mozzo della ruota?
Ferdinand Porsche entrò nel 1899 nella fabbrica k.u.k. Hof-Wagen-Fabrik Jacob Lohner a Vienna, dove sviluppò l'elettromobile chiamato "System Lohner-Porsche". L'idea di base era sorprendentemente radicale: eliminare completamente la trasmissione - cambio, alberi, catena - e montare i motori elettrici direttamente nei mozzi delle ruote anteriori. L'ingegnere di 24 anni completò questo veicolo in appena dieci settimane.
Il veicolo debuttò il 14 aprile 1900 nel Palazzo dell'Elettricità della Esposizione di Parigi. Trasportava due motori elettrici, ciascuno con una potenza di 2,5 PS; la velocità massima era di 32 km/h e l'autonomia con batteria al piombo di circa 50 km. Persino i freni applicati a tutte e quattro le ruote erano una pietra miliare per l'epoca.
Porsche e Ludwig Lohner non si fermarono qui. Progettarono un sistema di propulsione elettrica modulare che comprendeva tre dimensioni di motore per automobili, autobus e camion pesanti, con prestazioni fino a 12 PS per ruota. Nello stesso anno Porsche completò la vettura da corsa elettrica La Toujours Contente, con un motore da 14 PS su ciascuna delle quattro ruote - il primo veicolo a trazione integrale al mondo.
Semper Vivus: Come il problema della batteria generò una soluzione?

Per quanto elegante fosse il veicolo elettrico, altrettanto problematica era la batteria dell'epoca. Le celle si guastavano frequentemente e l'infrastruttura di ricarica era praticamente inesistente. La risposta di Porsche fu, dal punto di vista ingegneristico, diretta e logica: eliminare la batteria come unica fonte di energia e metterla al posto un generatore alimentato da un motore a benzina. Il risultato fu la prima automobile ibrida funzionale al mondo, coronata dal nome Semper Vivus, che significa "sempre vivo".
Dal punto di vista architettonico si trattava di un ibrido in serie: il motore a benzina non azionò mai direttamente le ruote; si limitava ad azionare il generatore, che a sua volta forniva elettricità ai motori nei mozzi delle ruote. Il veicolo poteva avanzare in silenzio con la potenza della batteria fino all'esaurimento delle celle, dopodiché entrava in funzione il motore a benzina. Il nucleo dell'odierno concetto di ibrido in serie era già funzionante al 1900.
Il prezzo da pagare era il peso: Semper Vivus pesava circa 1,7 tonnellate. La sovrapposizione di batteria, motore e generatore significava che il problema del raggio d'azione limitato lasciava il posto a un problema di peso e costo.
Serie Mixte: Come la Prima Ibrida Arrivò in Vendita?
Nel 1901 la versione in serie ottimizzata del Semper Vivus entrò in produzione come Mixte. Il motore a quattro cilindri anteriore, unito a un generatore, fungeva da fornitore di elettricità mobile. La Mixte entrò nella storia come la prima automobile ibrida pronta per la produzione e nel 1902 Porsche vinse il Rally di Exelberg con un veicolo ibrido Mixte - la prova che la tecnologia funzionava anche sul campo.
I dati tecnici variavano a seconda della versione, perché la Mixte non era un modello unico, ma una famiglia costruita su un sistema modulare. Alcune versioni da competizione potevano spingere quattro motori elettrici, uno per ruota, con il motore a benzina; la potenza del motore variava in un intervallo di 10-80 hp. Alcune configurazioni registrate sono le seguenti:
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Motore elettrico (alcune versioni early) | 90 volt, 20 ampere, 2,5 hp |
| Potenza del motore Mixte Voiturette | 2,5-3,5 hp; 7 hp di breve durata |
| Batteria della Voiturette | 44 celle, piombo da 80 volt |
| Batteria del veicolo del 1900 | 80 volt, 300 Ah, 410 kg |
| Motore a benzina di alcune vetture da corsa | 25 hp (18 kW), Daimler da 5,5 litri |
| Peso del Semper Vivus | Circa 1,7 tonnellate |
Chi comprava questi veicoli? Il profilo dei clienti era decisamente selettivo. L'uomo d'affari e diplomatico austro-ungarico Emil Jellinek finanziò sette dei primi veicoli Mixte a lunga percorrenza. L'imperatore austriaco e le famiglie reali di Norvegia, Romania e Svezia ordinarono veicoli Lohner. La caserma dei pompieri di Vienna ricevette 40 veicoli basati sul sistema; tra i restanti c'erano taxi e acquirenti privati. Nel complesso del sistema furono prodotti più di 300 veicoli Lohner-Porsche fino al 1906.
Perché gli Ibridi Fallirono Commercialmente?
Il bilancio commerciale della serie racconta invece una storia completamente diversa. Un conteggio relativo alle vendite della prima versione Mixte mostra solo 12 vendite; va sottolineato che questa cifra è limitata alla prima versione e non va confusa con il totale di oltre 300 unità dell'intero sistema. La differenza tra le due cifre riassume quanto ristretto fosse il segmento di mercato rivolto alla configurazione ibrida.
Le ragioni erano misurabilmente chiare:
- Prezzo: Il veicolo ibrido veniva venduto a quasi il doppio del prezzo di veicoli a benzina simili.
- Potenza: Produceva meno potenza delle controparti a benzina, con conseguente carenza di prestazioni.
- Peso: Le batterie al piombo rappresentavano un carico di massa considerevole; la batteria del veicolo del 1900 da sola pesava 410 kg.
- Infrastruttura: All'epoca le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici a batteria erano presenti solo nelle grandi città.
Questo scenario colpì non solo la Lohner-Porsche, ma tutti i primi veicoli elettrici. A causa degli alti costi, della bassa velocità massima e dell'autonomia ridotta non si poteva competere con i veicoli a motore a combustione interna; Nel 1915 i veicoli elettrici erano scesi al 5% della quota di mercato. Anche il fallimento del tentativo di Thomas Edison di sviluppare un'alternativa alle pesanti e ingombranti batterie al piombo-acido ritardò lo sviluppo dei primi veicoli elettrici. Le ibride rimasero in produzione fino agli anni 1910, ma le cifre di vendita non si ripresero mai.
Anche l'aspetto tecnico aveva la sua parte: Il motore nel mozzo ruota fu abbandonato in breve tempo come trazione pratica per un'automobile; erano già disponibili concetti più adatti alla produzione di serie. La doppia conversione energetica richiesta dall'ibrido in serie - da energia meccanica a elettricità, e da lì di nuovo a energia meccanica - non era sostenibile con la tecnologia dell'epoca in termini di equilibrio tra efficienza e costi.
Un successo perduto: Cosa ha dimostrato l'epoca dei primi veicoli ibridi?
All'inizio degli anni '70, nei veicoli lunari delle missioni Apollo 15, 16 e 17 furono utilizzati motori elettrici nel mozzo ruota - un'eredità attribuita ai lavori pionieristici di Porsche nel 1900. L'architettura ibrida in serie funzionava; vincendo rally, trasportando famiglie reali, prestando servizio nelle flotte dei pompieri. Ma davanti a un prezzo doppio e a un'infrastruttura energetica carente non trovò acquirenti sufficienti. Per questo l'epoca dei primi ibridi viene spesso definita un successo perduto: c'era la tecnologia, ma non la contropartita commerciale.
L'idea, però, non morì del tutto. Porsche, nel 2011, fece realizzare una replica dell'originale Semper Vivus del 1900; anche dopo 111 anni la funzionalità del design era fuori discussione. Anche l'idea del motore nel mozzo ruota non rimase nell'archivio: All'inizio degli anni '70, nei veicoli lunari delle missioni Apollo 15, 16 e 17 furono utilizzati motori elettrici nel mozzo ruota: un'eredità attribuita ai lavori pionieristici di Porsche nel 1900.
Lo stesso Porsche rimase a lungo all'ombra di questa prima epoca ibrida; l'ingegnere che aveva dato il nome all'azienda era riuscito a trasformare l'idea ibrida in un prodotto vendibile, ma l'economia di quel periodo non riuscì a sostenere questo prodotto. Il successo commerciale di massa del concetto di ibrido in serie arrivò molto più tardi, quando la tecnologia delle batterie e l'economia della produzione maturarono - ma i registri di produzione confermano che il primo passo fu compiuto nel 1901 a Vienna.
Fonti
- Icon: Ahead of His Time
- Ahead of his time: Electric wheel-hub motor from 1900
- Porsche hybrid history: from the Semper Vivus to the 911
- Lohner-Porsche Mixte 1901
- The first Porsche was electric – the 1900 Lohner Porsche
- 1901 Lohner-Porsche Semper Vivus and Mixte
- Lohner–Porsche
- How the Prius Traces Its Lineage to a 1900 Car
- 1900 Lohner-Porsche Mixte Voiturette
- History of Electric and Hybrid Vehicles
- History of the electric vehicle
- Porsche ricrea l'auto ibrida originale, 111 anni dopo
- La storia perduta dell'auto elettrica