Aspettare o partire per scaldare il motore?

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No, per un'auto moderna non è necessario attendere a lungo al minimo; i motori a iniezione si lubrificano entro pochi secondi dall'avviamento e un'attesa di 15-30 secondi fino a 1 minuto, o addirittura una partenza dolce senza alcuna attesa, è più che sufficiente. Questa abitudine, mantenuta da decenni, era un'esigenza risalente ai veicoli con carburatore; nei motori di oggi, invece, un lungo minimo significa sia spreco di carburante sia un'usura superflua dei componenti del motore.
Punti chiave
- I motori moderni, dopo l'avviamento, 20-30 secondi si lubrificano completamente entro.
- Un minimo prolungato oltre i 30 secondi consuma più carburante e produce più emissioni rispetto allo spegnimento e al riavvio del motore.
- Il lungo minimo abbassa la temperatura delle candele e ne accelera l'incrostazione.
- Il modo più rapido per scaldare il motore è una guida dolce nei primi minuti.
- L'origine dell'abitudine risiede nei sistemi a carburatore, comuni fino agli anni '80.
La risposta breve alla domanda "bisogna avviare l'auto e aspettare"
La risposta breve è questa: il tempo al minimo non deve superare quello necessario affinché l'olio raggiunga il motore. In pratica si tratta di circa 30 secondi. Soprattutto in una fredda mattinata invernale, quando apri lo sportello e risvegli il motore con l'avviamento, la pompa dell'olio distribuisce l'olio a tutti i pezzi in movimento entro pochi secondi; poiché il motore freddo gira già al minimo a 1.200 rpm o oltre, questa circolazione avviene ancora più rapidamente. Aspettare oltre non aggiunge nulla al motore.
Sono oltre trent'anni che faccio questo lavoro e un'osservazione non è mai cambiata: i danni maggiori arrivano dalle abitudini più ben intenzionate. L'autista che aspetta quindici minuti mandando vapore dai finestrini danneggia il proprio motore convinto di fare la cosa giusta. Il discorso è così chiaro.
Da dove nasce il mito: l'era del carburatore
Questa abitudine aveva una volta una ragione valida. Nei motori a carburatore, comuni fino agli anni '80, c'era un sistema meccanico che preparava la miscela aria-carburante e questo sistema non funzionava correttamente a freddo. Gli automobilisti erano costretti a scaldare il motore al minimo con il freddo; altrimenti il motore si spegneva. L'aria fredda veniva arricchita tramite lo starter (choke) azionato a mano, e ciò che si provava salendo su un motore freddo era, secondo la descrizione dell'epoca, una specie di supplizio.
I moderni motori a iniezione funzionano in modo completamente diverso. Il sistema elettronico bilancia automaticamente la miscela aria-carburante in base alle letture della temperatura; il meccanismo dello starter richiesto dal carburatore e i lunghi tempi di riscaldamento sono scomparsi del tutto. Il veicolo è pronto alla guida poco dopo l'avviamento. Chi ancora oggi attende il riscaldamento, in realtà sta servendo una tecnologia di trent'anni fa.
Perché il lungo minimo è dannoso: carburante, candele ed emissioni

Si crede che far girare il motore al minimo senza toccarlo lo proteja; la verità è un po' più sottile. Il motore freddo funziona con una miscela di carburante ricca e, man mano che il minimo si prolunga, la temperatura delle candele scende. La perdita di calore delle candele accelera l'accumulo di residui carboniosi; cioè il minimo prolungato porta all'incrostazione delle candele e quindi a un aumento dei consumi di carburante. Le autorità ambientali ufficiali che pubblicano studi in merito indicano chiaramente che un minimo eccessivo influisce sui componenti del motore, dai cilindri fino al sistema di scarico.
Sul fronte portafoglio e ambiente il quadro è ancora più duro. Un minimo superiore ai trenta secondi consuma più carburante e produce più emissioni che spegnere e riaccendere il motore. La combustione di ogni gallone di benzina genera più di venti libbre di gas serra. So che è possibile tenere il motore al minimo per circa 20 minuti con la scusa di aspettare il riscaldamento dell'abitacolo; ma lo stesso abitacolo si riscalda in pochi minuti guidando. La differenza non è solo carburante, ma tempo.
Olio motore e il vero rischio della partenza a freddo
Una parte significativa dell'usura del motore avviene durante le partenze a freddo. L'olio si addensa nel freddo e scorre lentamente; il suo arrivo nelle zone critiche viene ritardato. Ma gli oli sintetici moderni hanno cambiato le carte in tavola su questo punto: scorrono rapidamente anche a basse temperature e pochi secondi dopo l'avviamento del motore viene garantita una lubrificazione adeguata. Se la spia di pressione dell'olio si è spenta, il motore è lubrificato; se la spia rimane accesa, il motore deve essere spento immediatamente. In altre parole, il cruscotto vi dice già quanto tempo dovete aspettare.
Ci sono anche chi teme i motori turbo. Il turbo si riscalda rapidamente con i gas di scarico caldi; se il motore funziona correttamente, l'olio raggiunge immediatamente gli elementi dei supporti. Il fatto che, con una manutenzione regolare e un corretto comportamento di lubrificazione, i motori di oggi possano durare oltre le 200.000 miglia dimostra che queste preoccupazioni sono in gran parte infondate.
Avviamento corretto al freddo: quanto aspettare, come partire
La regola pratica è la seguente:
- Avviate il motore e aspettate circa 30 secondi; con freddo estremo questo tempo può allungarsi a 30-60 secondi.
- In questo tempo allacciate la cintura, pulite i vetri, pianificate il percorso.
- Partite ma non accelerate bruscamente; nei primi minuti accelerate e frenate dolcemente.
- Evitate alte velocità e accelerazioni improvvise finché la spia della temperatura non esce dalla posizione fredda.
Vale la pena citare qui una citazione, perché riassume la situazione:
Nella maggior parte dei casi un minimo superiore ai 30 secondi è superfluo; il modo migliore per scaldare il motore è una guida dolce all'inizio.
Conviene mantenere ampio il concetto di guida dolce: evitare accelerazioni e frenate improvvise è un approccio sensato finché tutto, compresa trasmissione e sospensioni, non si è scaldato. Scaldare il motore da solo non basta; anche il resto del veicolo ha bisogno di temperatura.
Sghiacciamento del parabrezza e comfort dell'abitacolo
Sbrinare il parabrezza è una giustificazione che tutti possono accettare per il minimo; ma non dovrebbe durare più di pochi minuti. Per il comfort dell'abitacolo esistono altre vie: è possibile preriscaldare l'abitacolo qualche minuto prima di avviare il veicolo, mentre i sedili riscaldati si occupano del comfort nelle giornate fredde. È questa la domanda più frequente di chi usa l'avviamento a distanza (remote start); non si è mai riscontrato un danno permanente al motore dovuto all'avviamento breve a fini di comfort dell'abitacolo, ma non bisogna credere che sia una necessità per la salute del motore.
Eccezioni: i diesel, il freddo estremo e le opinioni contrapposte
Ogni regola ha i suoi limiti e anche questa ha le sue eccezioni. I motori diesel sono un caso particolare: il gasolio produce meno calore della benzina, per questo i diesel si scaldano molto lentamente al minimo; alcuni modelli sono dotati di un sistema che aumenta il regime di motore in sosta. Nelle condizioni del estremo nord, invece, i conducenti installano riscaldatori per il motore, isolano il vano motore e addirittura possono non spegnere il motore. È un'osservazione corretta anche il fatto che, a temperature molto al di sotto del punto di congelamento, un minimo di 30 secondi a 1 minuto può aiutare liquidi come l'olio del cambio a raggiungere la viscosità ottimale.
È doveroso citare anche gli argomenti della controparte. C'è chi sostiene che l'affermazione secondo cui il minimo prolungato causa danni misurabili al motore possa essere esagerata; che il motore venga scaldato al minimo o in marcia, in entrambi i casi la combinazione di miscela ricca, accensione ritardata e regimi elevati aumenta i consumi. Secondo questa visione, le uniche cose danneggiate dal riscaldamento sono il portafoglio e l'ambiente. Esistono anche opinioni secondo cui il liquido del cambio si scaldi anch'esso al minimo, e che quindi il minimo prolungato possa essere utile per l'efficienza del cambio. Vorrei aggiungere che tutte queste si basano su discussioni nei forum; non è stata presentata alcuna prova concreta di un danno permanente al motore, ma non esiste nemmeno una giustificazione tecnica a favore del minimo. L'atteggiamento misurato è fissarsi sulla brevità anziché giustificare un minimo prolungato.
Una nota a parte per un veicolo parcheggiato che non verrà usato per settimane: si raccomanda che i veicoli che rimarranno al minimo a lungo o in attesa in una posizione strana vengano avviati in inverno almeno una volta a settimana e fatti girare per 10-15 minuti. Questa non è una pratica d'uso, ma di conservazione; non va confusa con la guida quotidiana.
Conclusione: avviate, attendete trenta secondi, ripartite con delicatezza
È interessante vedere l'abitudine antica tramandarsi di generazione in generazione in famiglia; da una parte chi sale in macchina e prende il volante, dall'altra chi la lascia al minimo fino a un quarto d'ora. Per un veicolo moderno a iniezione elettronica l'equilibrio è chiaro: avviate, attendete circa mezzo minuto, poi mettetevi in viaggio con un ritmo morbido. Rimanete tranquilli finché la spia della temperatura non si assesta; sbrinate il vetro in pochi minuti, occupatevi del comfort dell'abitacolo con la guida e i sedili riscaldati. Sia il vostro motore che il vostro portafoglio ricorderanno questa decisione con piacere a lungo termine.
Fonti
- Should You Warm Up Your Car Before Driving?
- Do You Need to Warm Up Your Car Before Driving? | Via
- How Long To Warm Up The Engine Before Driving
- Alcuni Miti Comuni: Non Lasciare il Motore al Minimo
- L'Anti-avviamento al Minimo - Miti, Fatti e Informazioni
- Impatti della Marcia al Minimo
- Il Freddo Esige | Gli Oli Sintetici Proteggono i Motori
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