Il fascino dei circuiti iconici del DTM e dei circuiti cittadini

Condividi questa pagina
Quando si pensa ai circuiti iconici del DTM vengono in mente le tribune di cemento del Norisring, i rettilinei boscosi di Hockenheim e la storia leggendaria del Nürburgring; questi tre tracciati incarnano l'anima delle corse tedesche per turismo e danno carattere al campionato. Un circuito DTM non è solo asfalto, ma un palcoscenico dove si incontrano le battaglie tra marchi, l'emozione dei circuiti urbani e decenni di storia.
In Evidenza
- Il Norisring, che nel 1947
- ospitò le gare davanti a 60.000 spettatori, è l'unico circuito urbano nel calendario del DTM. La costruzione del Nürburgring iniziò nel 1925
- come progetto di assistenza contro la disoccupazione. La capacità di spettatori dell'Hockenheimring è di 120.000
- persone e possiede la licenza FIA Grade 1. Il primo campionato del DTM fu vinto nel 1984 da una BMW 635 CSI
- Il Norisring è un circuito urbano con soli 8 curve, lungo circa 2,1-2,2 km.
Cosa Rende un Circuito un 'Circuito DTM'?
È facile leggere la storia del DTM attraverso le auto e i campioni, ma ciò che mi interessa davvero sono i circuiti in sé. Le radici del campionato risalgono alla Deutsche Rennsport Meisterschaft degli anni '70 e dei primi anni '80; il DTM moderno per turismo invece ha preso il via nel 1984. Da quel giorno alcuni circuiti sono diventati praticamente le sedi di casa del campionato, ed è nato il concetto di 'circuito DTM'.
Allora, cosa rende un circuito un circuito DTM? Secondo me tre cose: prima di tutto il carattere tecnico. Le corse tedesche per turismo amano le alte velocità, le frenate brusche e i sorpassi aggressivi; il tracciato deve sostenerlo. In secondo luogo la storia. Il DTM è una tradizione con radici nella DRM e anche i circuiti hanno la loro storia. In terzo luogo l'atmosfera. I weekend del DTM si compongono di prove libere, qualifiche e due gare sprint; i pit stop obbligatori approfondiscono la strategia e il pubblico se ne gode il sapore a bordo pista.
Che si tratti di un circuito permanente o di una strada cittadina, i luoghi che riuniscono questi tre elementi sono diventati il cuore del campionato. Ora diamo un'occhiata uno per uno ai più iconici.
Norisring: L'Unico Circuito Urbano del DTM e la Stella della Stagione
Descrivere il Norisring in una sola frase è difficile, ma ci provo: un circuito urbano paurosamente veloce, che si snoda in mezzo alla città attorno a un'enorme tribuna di cemento. Situato a Norimberga, questo circuito è famoso per i suoi rettilinei che passano davanti allo storico Steintribune. È lungo circa 2,1-2,2 km e ha soltanto 8 curve. Sembra facile, vero? Ma il trucco sta proprio qui: sui lunghi rettilinei tieni l'acceleratore a fondo per ore, poi ti butti in curve a forcina strette e brusche. Pensala come accelerare in discesa in bicicletta e svoltare di colpo: ogni frenata è un azzardo.
La storia del circuito è incredibile. La prima gara si corse il 18 maggio 1947 davanti a 60.000 spettatori; addirittura all'epoca le forze di occupazione americane fornirono il carburante. Nell'impianto, istituito nel 1947 come centro per i motociclisti, la prima automobilistica si tenne nel 1948. L'attuale configurazione del tracciato è in uso dal 1972; nella sezione precedente, dove nel 1971 perse la vita Pedro Rodriguez, era stata apportata una modifica per ridurre le velocità. Il nome 'Noris' deriva dall'antico nome della città, che risale al XVII secolo, e si affermò con una gara nel 1950; l'obiettivo era evitare confusione con il Nürburgring.
essere l'unico circuito urbano nel calendario DTM rende il Norisring privilegiato ed è considerato l'evento di punta della stagione. E la storia continua a scriversi: nella gara del 2026 si è registrato un record di partecipazione con oltre 118.000 spettatori; Nicki Thiim ha regalato qui ad Aston Martin la prima vittoria nella storia del DTM. Si può dire che il fascino del circuito urbano sia ancora valido.
Hockenheimring: il Gigante nel Bosco
Situato nel Baden-Württemberg, l'Hockenheimring può essere definito un luogo centrale ricorrente del DTM; a tutti gli effetti la casa del campionato. La prima versione del circuito permanente aprì nel 1938 e la vecchia configurazione era definita 'veloce e pericolosa': i lunghi rettilinei ad alta velocità che attraversavano boschi fitti affascinavano e spaventavano i piloti allo stesso tempo. Immagina di procedere come una freccia tra gli alberi e di avere un margine di errore quasi nullo.
Poi il circuito fu ridisegnato e le cose divennero controverse. La nuova configurazione in generale offre buone gare, con alcuni solidi punti di sorpasso; ma non manca un diffuso rimpianto per la perdita di quei lunghi e immensi rettilinei nel bosco. È un dilemma molto tipico del motorsport: sicurezza e modernità aumentano, ma a volte il carattere passa in secondo piano. Se foste voi, quale scegliereste?
L'attuale Hockenheimring ha un profilo di tracciato quasi completamente pianeggiante, possiede la licenza FIA Grade 1 e ha una capacità di 120.000 spettatori. Inoltre negli ultimi anni è stato scenario di momenti importanti: la finale della stagione 2026 si è corsa qui firmando un finale spettacolare; Thomas Preining ha conquistato ad Hockenheim il suo secondo titolo DTM.
Nürburgring: la storia dell'Inferno Verde
La storia del Nürburgring è di per sé come la sceneggiatura di un film. La costruzione iniziò nel 1925 come progetto di assistenza per i disoccupati e nel 1927 il circuito aprì con tre tracciati distinti: la Nordschleife di 20,810 km, la Südschleife di 7,747 km e il tracciato Start/Finish di 2,238 km. Cioè la Nordschleife da sola è dieci volte più lunga di molti circuiti. Il soprannome 'Green Hell' coniato da Jackie Stewart negli anni '70 non è affatto ingiustificato.
Il destino del circuito cambiò dopo l'incidente di Lauda nel 1976 e il GP di Germania fu trasferito ad Hockenheim. Ma il Nürburgring non morì: la nuova Grand Prix Strecke aprì nel 1984 e la gara inaugurale fu vinta da Ayrton Senna con un'auto di servizio Mercedes. Stiamo parlando di un luogo dove una leggenda della Formula 1 ha toccato le radici del DTM, e questo già di per sé è emozionante.
La vita commerciale del circuito è stata altresì altalenante: fallì nel 2012 e nel 2014 fu acquistato da Capricorn per 77 milioni di Euro. Questa tensione tra l'identità motoristica e gli obiettivi commerciali continua a plasmare il presente del circuito. In DTM è invece una presenza fissa grazie ai suoi tracciati variabili; le sue diverse configurazioni portano un respiro fresco al campionato.
Confronto tra circuiti: quale pista vi aspetta?
Vedere l'identità tecnica dei tre grandi circuiti fianco a fianco chiarisce le differenze. Altri tracciati classici come Zolder occupano un posto importante nella storia del DTM, ma in questa pagina preferisco limitare i dettagli disponibili ai tre circuiti.
| Circuito | Località | Tipo | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|
| Norisring | Norimberga, Baviera | Circuito cittadino | Circa 2,1-2,2 km, 8 curve, storica Steintribune |
| Hockenheimring | Baden-Württemberg | Circuito permanente | FIA Grade 1, capienza di 120.000 spettatori |
| Nürburgring | Regione dell'Eifel | Permanente, multilinea | Nordschleife 20,810 km, l'Inferno Verde |
La tradizione dei circuiti cittadini e l'atmosfera con il pubblico

Nel turismo tedesco i circuiti cittadini occupano un posto molto speciale. Nei circuiti permanenti c'è una distanza tra le tribune e la pista, mentre nei circuiti cittadini il cemento ti avvolge; il rombo dei motori rimbalza sugli edifici, le frenate avvengono sotto i tuoi occhi. Il Norisring è l'apice di questa tradizione e il valore che il DTM gli attribuisce ne è la prova: come evento di punta della stagione, ogni anno quelle tribune di cemento si riempiono.
Il tema dell'atmosfera non è un'esagerazione. Una vittoria storica davanti a una folla di 118.000 persone, a mio avviso, non è meno emozionante di una vittoria in qualsiasi gran premio. Anche il programma offerto al pubblico nel weekend del DTM è fitto: sabato due sessioni di qualifica di 20 minuti, seguite da due gare sprint di circa 55-60 minuti più un giro ciascuna. Un pit stop obbligatorio per gara, il che rende la strategia comprensibile anche dal balcone.
Prima di entrare nei dettagli del format, dico questo: dal 2015 ogni evento è composto da due gare sprint separate e nell'era GT3 è entrata in gioco la palla di successo. In pratica, le auto in testa portano peso extra, quindi il risultato delle gare resta in dubbio fino all'ultima curva. Seguirlo su un circuito cittadino è puro cinema.
Guerre di marca e Class 1: la vera storia sulle piste
I circuiti sono il palcoscenico, ma il gioco sul palco lo recitano le case automobilistiche. Nel periodo successivo al 2000, Audi, Mercedes-Benz e Opel hanno definito per anni l'identità visiva della serie; poi si è unita BMW e la competizione tra i tre grandi marchi è diventata più accesa che mai nell'era della Audi RS5 DTM nel 2013. Chi ricorda la sfida tra Mercedes-Benz e BMW M3 nelle immagini della stagione 1992 al Nürburgring sa che le guerre di marca sono una tradizione molto antica. La Mercedes-Benz ha lasciato il DTM nel 2018; persino Audi ha risposto a quell'addio con un video d'addio emozionante, segno che i rapporti andavano oltre la semplice competizione.
L'era Class 1 (2019-2020) fu l'epoca delle macchine più estreme su questi circuiti. Queste vetture erano a motore anteriore e trazione posteriore, con silhouette che richiamavano le auto stradali dei costruttori; la BMW del 2020 univa la tecnologia ispirata alla Formula 1 a una silhouette con tetto chiuso. Audi passò dal 2019 ai motori turbo quattro cilindri da 2.0 litri, e le ultime due stagioni Class 1 si furono caratterizzate da questi motori turbo. Anche la BMW M4 DTM presentata come la vettura DTM più potente gareggiò in questo periodo. Si sa che gestire l'affidabilità del motore Class 1 non era facile e che la powertrain imponeva esigenze straordinarie; non era affatto semplice spingere queste macchine nelle durissime zone di frenata di Hockenheim o nelle interminabili rettilinei faticosi del Norisring.
Nel 2021 la DTM passò alle vetture GT3 con il Balance of Performance. Questa transizione ampliò la gamma di marchi: accanto ad Audi, BMW e Mercedes-AMG si aggiunsero Porsche, Ferrari e Lamborghini. La competizione si avvicinò, ma si discute ancora se il vecchio formato turismo e la formula Class 1 siano stati il vero DTM. Secondo me entrambe le parti hanno ragione; i circuiti sono rimasti gli stessi, ma in scena si recitano piece completamente diverse.
Parola finale: Anche se i circuiti cambiano, la magia continua
Nel dicembre 2022 la DTM passò sotto una nuova direzione, portando cambiamenti radicali nel motorsport tedesco; il calendario 2025 si concentrò sul mercato tedesco con otto tappe in tre paesi, e sul fronte ambientale fu annunciato un traguardo con due milioni di bottiglie in meno utilizzate. I biglietti per la stagione 2027 sono già in vendita a partire da 49 Euro. Quindi il cemento del Norisring, i rettilinei di Hockenheim e la leggenda del Nürburgring saranno testimoni delle gare anche nei prossimi anni. Personalmente sono più curioso del Norisring; se mi perdessi una battaglia per l'ultima curva su quel stretto circuito cittadino, mi morirei dentro. Qual è il vostro circuito preferito?
Fonti
- DTM: Home
- Norisring
- Norisring
- Nürburgring - La storia di un circuito automobilistico iconico
- Hockenheimring | Wiki DTM - Fandom
- Hockenheimring | Circuiti F1 - Storia F1
- Padroneggiare le corse DTM: storia, formati e approfondimenti editoriali
- DTM Norisring 2026: la storia è stata fatta davanti a 118000 tifosi!