Come si è vissuto il finale più serrato di Le Mans nel 1969?

Condividi questa pagina
La 24 Ore di Le Mans 1969 vide il finale con il margine più ristretto nella storia della corsa: Jacky Ickx e Hans Herrmann affrontarono l'ultima curva con solo circa 120 metri di distacco e la vittoria andò alla Ford GT40 dai colori Gulf. Ma non è stata l'ultima curva a rendere leggendaria questa gara; fu il rifiuto di Ickx di partire correndo, che fece entrare nella storia il tradizionale via di Le Mans. Questo duello, disputato il 14-15 giugno 1969, è ricordato sia per il finale di un secondo sia per la nascita di una rivoluzione in materia di sicurezza.
In evidenza
- Vincitore: Jacky Ickx e Jackie Oliver, con la #6 Gulf Ford GT40, si classificarono primi completando 372 giri.
- Margine d'arrivo: Solo circa 120 metri sulla Porsche 908 di Herrmann - il finale più ravvicinato nella storia delle corse.
- Ickx, per protestare contro la partenza da fermi, partì dalla ultima fila della griglia.
- Questa fu la gara in cui la tradizionale partenza di Le Mans, con i piloti che attraversavano la pista correndo, venne utilizzata per l' ultima volta.
- Le Porsche 917, in testa per circa il 90% della corsa, furono eliminate per guasti tecnici.
Perché il Le Mans 1969 si continua a discutere ancora oggi?
Chiediti questo: quanto sarebbe prezioso quel momento, se l'esito di una corsa di 24 ore si decidesse in un attimo più breve di un secondo? La 24 Ore di Le Mans 1969 ha fatto esattamente questo. Alla 37. edizione della corsa, valevole come 8. prova del Campionato Internazionale Marchi, la Ford GT40 del team John Wyer Automotive arrivò quasi gomito a gomito con la Porsche 908 di Hans Herrmann e Gérard Larrousse. Il distacco? Secondo alcune misurazioni, 2 secondi, cioè poche lunghezze d'auto alla fine del rettilineo. Era una cosa mai vista in oltre mezzo secolo di storia di Le Mans.
Ma ciò che mi ha legato davvero a questa corsa non è la linea d'arrivo, bensì la linea di partenza. Perché nel 1969 due storie completamente diverse si sono vissute allo stesso tempo: da un lato lo scontro tra la nuova arma gigantesca di Porsche, la 917, e il ritorno della Ferrari, dall'altro la ribellione alla sicurezza avviata da un giovane belga da solo. L'influenza di entrambe si estende fino alle corse di durata di oggi.
Saltare sul Corso o Camminare? La protesta che cambiò la partenza
Per chi non conosce la partenza di Le Mans, ecco una spiegazione: le auto si allineano da un lato della pista, i piloti aspettano dall'altro. Appena scende la bandiera, i piloti attraversano la pista correndo, si buttano sulle auto e partono. Sembra fantastico, vero? Ora pensa: cosa farebbe un pilota che vuole guadagnare qualche secondo? Accende l'auto senza mettersi il casco e senza allacciare le cinture. In pratica, salti su una delle auto da corsa più veloci del mondo senza alcuna precauzione di sicurezza. Visto con gli occhi di oggi, sembra quasi inverosimile.
Per Jacky Ickx era qualcosa di inaccettabile. Un anno prima, nel 1968, il suo compagno di team Willy Mairesse aveva avuto un incidente mentre cercava di richiudere frettolosamente la portata a Mulsanne, e la sua carriera era finita. Nel 1969, alla partenza, mentre tutti correvano, Ickx scelse di camminare con calma. Si mise il casco, allacciò con cura le cinture e poi salì in auto. Il risultato? Si ritrovò in ultima fila sulla griglia. Per me questo è stato uno dei finali più significativi nella storia del motorsport.
E, per quanto incredibile sembri, la protesta funzionò. Dopo quell'anno della partenza in corsa, non venne più utilizzata; le regole cambiarono e i piloti partivano ormai all'interno delle auto, con le cinture allacciate. Quel sacrificio di pochi secondi di Ickx potrebbe aver salvato decine di vite nei decenni successivi. Del resto, nei primi minuti di gara tutti videro quanto era reale quel pericolo.
L'Ombra Oscura del Primo Giro: L'incidente di John Woolfe
Per capire quanto era giusta la protesta, basta guardare al primo giro. John Woolfe, pilota privateer cioè indipendente, gareggiava con la Porsche 917 acquistata appena pochi giorni prima. Woolfe, che aveva detto che la potenza dell'auto lo spaventava, perse il controllo vicino alla curva Maison Blanche e finì contro gli alberi. Non aveva la cintura, fu sbalzato fuori dall'auto e perse la vita. Il serbatoio in fiamme cadde proprio davanti alla Ferrari 312P di Chris Amon; l'auto di Amon prese fuoco e per lui la gara finì già al primo giro.
Questo incidente fu la prova più amara di quanto giusta fosse stata la decisione di Ickx di fare la passeggiata del mattino. Tra avere e non avere la cintura di sicurezza c'è la vita - quel giorno tutti lo impararono nel modo più doloroso.
Porsche 917 Contro Ferrari 312P: Il Duello dei Giganti

Ora veniamo alla vera storia tecnica. Porsche sfruttò il requisito minimo di 25 vetture imposto dalle regole di omologazione e produsse solo 25 esemplari in 10 mesi di Porsche 917. Immaginatevi: un motore flat-12 di 4,5 litri, 520 cavalli di potenza, e si dice che per questo la Porsche sia arrivata quasi sull'orlo del fallimento. Era praticamente una scommessa.
La Ferrari, dopo una pausa di un anno, tornò con la 312P dotata di un motore V12 da 3 litri. Questa vettura, che erogava 430 cavalli, era meno potente della 917 ma più matura e più equilibrata. Insomma, un classico duello: la potenza grezza contro l'esperienza. Purtroppo i tifosi non poterono vedere lo spumante in questo duello - nessuna delle due Ferrari concluse, una eliminata a causa dell'incidente di Woolfe al primo giro. Le 917 guidarono per circa il 90% della gara, ma cambio e trasmissione non regsero. Entrambe le 917 ufficiali furono costrette al ritiro. Per me questo è uno dei migliori esempi della frase: nel motorsport la potenza grezza non basta.
| Caratteristica | Porsche 917 | Ferrari 312P |
|---|---|---|
| Motore | flat-12 da 4,5 litri | V12 da 3 litri |
| Potenza | 520 cavalli | 430 cavalli |
| Pole position | Sì (Stommelen, 3:22.9) | No |
| Risultato di gara | Guasto meccanico, eliminata | Non conclusa |
La pole position andò a Stommelen sulla 917 con un tempo sul giro di 3:22.9; superava di 0,7 secondi il record del Mk IV del 1967. Insomma, la 917 volava davvero - ma era poco collaudata e si sapeva che ad alta velocità era instabile, come emerso ai test di Le Mans. Se poi si aggiunge il divieto dell'FIA sulle ali mobili, la Porsche si trovò in una situazione difficile; alle ali fu dato il via libera all'ultimo momento, poco prima della gara. Anche questo caos regolamentare è un dramma d'epoca a sé stante.
La Vendetta di una Old Lady: L'Ultimo Trionfo della Ford GT40
Ma allora chi conquistò la vittoria? La Ford GT40 #6 nei colori Gulf del team John Wyer Automotive. Quell'auto era così speciale che il suo telaio (numero 1075) aveva già vinto la corsa l'anno precedente; aveva perfino un soprannome: "Old Lady", cioè Vecchia Signora. Era la seconda volta, dopo la Bentley Speed Six del 1929-30, che la stessa auto vinceva a Le Mans due anni di fila. Con questa vittoria Ford conquistò anche la quarta vittoria generale consecutiva dal 1966, che fu anche l'ultima.
Ickx dedicò la sua vittoria a Lucien Bianchi, che aveva perso la vita in un incidente di test all'inizio dell'anno. Il fatto che questa storia si coroni con la vittoria di un pilota che aveva difeso la sicurezza camminando alla partenza mi è sempre sembrato molto significativo.
L'Ultimo Duello del Giro: La Mossa da Biliardo di Ickx
Ora veniamo alla vera finale. Con la collisione tra le 908 nelle ore del mattino, l'guasto alla frizione dell'auto di Lins/Kauhsen e il guasto al cambio della 917 di Elford/Attwood, la guida passò a Ickx. Le ultime tre ore si trasformarono in uno sprint, ovvero quasi una vera gara di sprint. Dopo 24 ore di corsa, due auto in pista a velocità quasi identiche - secondo me questo è il momento più romantico delle gare di endurance.
All'ingresso dell'ultimo giro Herrmann era in testa. Ickx fece invece una mossa molto astuta: all'inizio del Rettilineo Mulsanne lasciò fare il sorpasso deliberatamente, rallentando come se fosse rimasto senza carburante. Herrmann lo sorpassò, ma il prezzo da pagare fu molto pesante. I freni della 908 erano quasi esauriti sul rettilineo che superava i trecento chilometri orari. Ickx, sfruttando la scia della GT40, cioè la corrente d'aria lasciata dall'auto davanti, la risorpassò alla fine del rettilineo. I freni di Herrmann erano ormai bruciati e in curva non ebbe più la forza di risorpassare Ickx.
La spiegazione dello stesso Ickx è molto chiara: se fosse entrato in Mulsanne davanti, Herrmann lo avrebbe sorpassato sul rettilineo. Ma se venivi sorpassato alla fine del rettilineo, era possibile completare il giro in testa fino alla curva. Quindi non era solo velocità, ma pura strategia. Un secondo di differenza, il risultato di un confronto durato ore.
120 Metri: Il Finale più Risicato della Storia delle Corse
Ma qual era esattamente il distacco? La cifra più accreditata è circa 120 metri, cioè qualche lunghezza d'auto sul rettilineo. Ci sono anche misurazioni che indicano un distacco di 150 metri, oppure corrispondente a circa 2 secondi; queste differenze cambiano naturalmente a seconda di dove e come è stata misurata la linea del traguardo. Ma la sostanza è la stessa: è questa la vittoria decisa con il margine più ristretto nella storia di Le Mans.
Coloro che ricordano il controverso arrivo Ford a Le Mans nel 1966 ricordano il 1969 come il finale "vero" più risicato della storia; perché lì l'arrivo sembrava recitato per una decisione di squadra, qui invece era stato conquistato completamente in pista, completamente meritatamente. Molti definiscono questa gara la migliore della carriera di Ickx e, secondo me, non è nemmeno un'esagerazione - separare due leggende con una mossa di un solo secondo alla fine di 24 ore è una delle cose da vedere nel motorsport.
Cosa ha Lasciato Questa Gara a Oggi?
Ci sono due grandi eredità che arrivano da Le Mans 1969 fino a oggi. La prima è la sicurezza: la partenza in corsa fu abolita, la cintura di sicurezza divenne indiscutibile e la camminata di Ickx quella mattina aprì la strada al fatto che oggi i piloti si allacciano le cinture in ogni gara. La seconda è il coraggio ingegneristico: Anche se la Porsche 917 iniziò con una stagione fallimentare, sarebbe diventata una delle più leggendarie auto da corsa degli anni successivi e avrebbe dominato Le Mans. La 312P della Ferrari, invece, giocò un ruolo sfortunato in questo drammatico confronto.
Quindi, la prossima volta che guardi come i piloti salgono sulle auto in una gara di Le Mans, ricorda quella mattina del 1969. La scelta di una sola persona di camminare cambiò ogni cosa. Secondo te è più impressionante una differenza di un secondo, oppure una camminata che ha messo fine a una tradizione? Secondo me entrambe sono affascinanti insieme in questa gara.
Fonti
- 24 Ore di Le Mans 1969
- 24 Ore di Le Mans - Ickx marcia verso la vittoria nell'edizione 1969
- 24 Ore di Le Mans: Nove 9 - la gara del 1969 (5/9)
- Scontro tra titani: Porsche contro Ferrari
- Jacky Ickx - la leggenda di Le Mans che cambiò la partenza della gara
- Come un solo uomo pose fine alla partenza in stile Le Mans
- La protesta di Jacky Ickx quando la vita dei piloti non contava
- 24 Ore di Le Mans 1969 - Video La Ronde Infernale